2.
Quel bivio là era a dir poco grottesco.
A sinistra il blocco parto, a destra oncologia. Quando mi ci ritrovavo davanti, con mia madre a braccetto, ci buttavo sempre un occhio e, come se fosse la prima volta che me ne accorgevo, mi ci scappava un sorrisino sarcastico. Chissà se mamma se n'è mai accorta.
Quel reparto lì, quello di destra, è saturo di paura. O, almeno, quello era l'odore che sentivo io. Di paura.
Io avevo paura, anche se ero lì in veste di accompagnatrice. Ogni settimana era una sofferenza metterci piede. Ogni settimana mi mettevo su la mia bella maschera di finta spensieratezza, finta cazzutaggine, finta voglia di sdrammatizzare. Sotto ero terrorizzata.
Ho trascorso mesi, neanche tantissimi, strabordante paura, ansia, angoscia, terrore, lacrime, paranoie, senso di impotenza. Ho visto il declino rapidissimo di mia madre.
E chi lo avrebbe mai pensato che sarebbe andata così!
Lo scrivo, ne parlo, perché non voglio diventi un mio personalissimo tabù. Non voglio essere quella da trattare con i guanti di velluto perché ho subito un lutto enorme dopo un periodo di complicata agonia. Voglio parlarne con tranquillità, perché è vita.
Stupida, stronza, cattiva. Ma vita.
Sono rimasta con tante domande. Domande che non avranno risposta e, chissà, forse meglio così.
Vorrei sapere se l'oncologa sapeva da subito che mia madre era una malata terminale, se le chemio sono state interrotte prima, dove sono migrate le metastasi, se erano già in giro dopo la prima pet, se i capelli caduti erano pochi perché erano già partiti con le flebo di sostegno, se le cure palliative hanno fatto il loro dovere egregiamente.
Ogni giorno mi salta in testa una domanda diversa.
Ma forse è stato meglio così, perché io non lo so se avrei retto mesi svegliandomi e chiedendomi "oddio, sarà mica oggi quel giorno?". Ho saputo che mia madre era terminale circa otto ore prima che morisse.
E non è stato il trauma che mi aspettavo. Tante volte, prima di tutta questa situazione, ho immaginato come avrei potuto reagire alla morte di mia madre: letto, coperta in testa, apatia.
E' successo e ho tirato fuori, perdonatemi il termine, due coglioni che non ho idea di dove fossero nascosti!
Settimane prima che accadesse il fattaccio, mentre mi allenavo, mi sono ritrovata seduta sul tappetino a riflettere fra me. Mi sono detta "ascolta, guarda bene la situazione per non cadere dal pero, che poi stai peggio. Invece di vedere miglioramenti, tua madre non sta più camminando. Ha bisogno che tu la lavi, che tu la alzi, che tu la imbocchi. Pensi sia solo la chemio che la debilita? No. Non sta andando. Perciò ricordati che c'è anche la possibilità che muoia".
Quel soliloquio spontaneo mi ha fatto bene.
Certo, ragazzi miei, ho pianto tantissimo! Ho maledetto tutto il Creato. Ho sofferto, e soffro tutt'ora perché era la mia mamma! Però, per il bene e l'amore che provavo nei suoi confronti, sono stata contenta così. Non si meritava più di soffrire come stava facendo. Ne andava anche della sua dignità di persona. Era quasi più forte il dolore che provavo vedendola così che quello che provo nell'averla persa.
Queste vicende insegnano.
Quelle che a volte sembrano solo frasi fatte, quando ti trovi in balia della disperazione, acquisiscono significato. Adesso non ho più timore di dire tutto quello che penso, di dare un abbraccio quando mi va, di dire "ti voglio bene", di dire alle persone il valore che hanno per me. Non mi vergogno più.
Vergogna è sprecare il tempo che abbiamo.
Ti comprendo per forza perché mia moglie sono due anni che è sotto botta. Prima tolto utero e ovaie, chemio pesante, parrucca, poi i capelli sono ricresciuti ma la pet ha scorto qualcosa, marcatori tumorali alti, individuata metastasi nella milza. Tolta anche quella, marcatori rientrati, nuova PET proprio ieri, ora aspettiamo risultati. se vivi sarà così tutta la vita, comunque, a spulciare risultati ogni volta come una mano di poker. E spero che la partita non termini mai. Quindi ti comprendo.
RispondiEliminaUn abbraccio forte. E sì, è vero, quando accade non ti va di sprecare più nulla e nessuno, ecco perché come si può partiamo. E abbracciamo tutti.
Vi abbraccio forte, Franco. So quanto siano estenuanti quei momenti. E vi auguro con tutta me stessa che alla fine ci sia solo il sole.
EliminaIeri responso positivo ultima PET, ora si passa alle pasticche di chemio orale per cinque anni.. un'ottima percentuale di sopravvivenza.. ;)
EliminaCaro Franco, sono tanto tanto felice per te e per tua moglie! Spero adesso sia solamente tutto in discesa.
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